a memoria

Cammino lento

Lento percorro il viale.

Bagnato di fredda pioggia

Illuminato di luce gialla, dai pochi lampioni.

Cammino lento, non ho fretta di tornare

Non voglio lasciare

Questo posto che stanotte ho ritrovato.

Tarda è l’ora e l’ora questa è la migliore

Che Solo nel silenzio

Posso osservare e ricordare.

Ricordo quella scuola

Fredda e con i topi dentro

E quel parchetto abbandonato

Dove giaceva l’uomo

Ancora con la spada in vena.

E sotto al portico dormiva quel barbone

Vestito di cenci e coperto di pochi stracci.

E quel campetto

Dove giocavo con gli amici,

Ma attento a non cadere

Tra le siringhe abbandonate.

Ricordi di un’epoca,

Di una borgata sparita,

Forse pericolosa, eppure migliore

Migliore senza dubbio.

Al posto di chi c’era,

Tutti morti o carcerati,

Giovani coatti

Irrispettosi

 e indegni senza onore.

Che si fanno forti

Della virtù dei deboli

Eppure abbassano lo sguardo,

pur fingendosi spavaldi.

Indole strafottente

Ma senza palle sotto;

Pronti a prostrarsi

Quando vedono le brutte.

Non è questa più la mia borgata

Non più questa è la mia casa dolce casa.

Siedo in macchina.

Fumo l’ultima sigaretta.

Saluto questa strada

Ultimo baluardo di un epoca ora andata.

Solo il cemento conserva memoria

Di quello che io solo

Ancora non dimentico

Solo oggetti a futura memoria

Memoria dimenticata

Perché nessuno ha tramandata.

Me ne vado lungo la strada bagnata.

Non più buche nell’asfalto

Né barboni sotto i portici.

Niente tossici con l’ago in vena

Solo feccia al parchetto

Che non merita uno sguardo.

Accelero un po’,

non guardo più alle mie spalle;

solo mentre mi allontano

biascico un saluto tra i denti-

saluto la memoria

di un luogo che è cambiato,

un luogo che c’era e c’è ancora

ma è stato dimenticato;

tuttavia ci sono ancora io

che non ho ancora scordato.

a memoriaultima modifica: 2010-02-17T17:51:10+00:00da desa78.asr
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