MESSALINA

Pura illusione è questo mio corpo.

Puoi toccare eppur non sono.

Fui.

E fui mandata indietro.

Perché ingiusta e violenta,

omicida,

fu quella maledetta nera falce.

Tuttavia impura

Fu giudicata l’anima mia.

Perciò fui respinta

E costretta a tornare.

Obbligata

A non vivere, tra i vivi.

Dannata finchè purezza non sopraggiunga

Eccomi a voi allora:

non morta e vegeta.

Intatte ho conservate

Le mie terrene voglie,

e i miei segreti vizi

…che morte mi costarono.

Perché la vita

Fu il prezzo che pagai.

E ancora insufficienti

Le mie mortali spoglie

Furono considerate.

Perciò l’anima mia

Pure dovetti vendere.

A saldo dell’antico debito.

Incompiuta e splendida fui in vita.

E in non morte di tale splendore conservo l’immago.

Con esso,

reso visibile e concreto ai mortali,

Seduco ,e soddisfo

Altrui voglie e voglie mie.

La notte sul colle vago

Cerco condiscendenti,

ignari,

da concupire.

Dono, in fondo, gioia effimera,

irreale eppur concreta,

tanto da essere vera,

a chi chiede tale omaggio.

Continuerò ogni notte

A coprirmi di peccato,

a imperitura memoria

della mia immoralità.

Per volontà suprema

A illimitato pegno.

Sarò costretta e consenziente

Fino a che non sarò riconosciuta.

Solo allora sarò purificata

E mi sarà dato avere pace:

quando un mortale provvidente

al culmine della di lui gioia

griderà il nome che fu il mio,

Messalina,

che pronunciare

né riferire

m’è dato.

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MESSALINAultima modifica: 2010-02-02T17:10:20+00:00da desa78.asr
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