come eravamo

Non c’è più quel parcheggio

Dove non dovevo passare

Perché i tossici lì si bucavano

 

Non c’è più il parchetto

Con la staccionata di legno rotta

Intorno

Dove giocavamo a pallone

 

Adesso c’è il parco dei cani

E al posto delle buche

Che ci prendevi le storte

mentre correvi

devi stare attento

a non pestare le cacche

 

C’è sempre quell’albero

Quello che sotto

C’erano le siringhe

Quell’albero era il palo

E il portiere non si poteva tuffare

Perché c’erano le siringhe

E cercavi di non tirare

Troppo vicino a quel palo

Perché se no

Il pallone poteva finire

Lì sulle siringhe

E dopo faceva schifo

E non lo potevi più toccare

 

Le siringhe ci sono ancora

Per anni non c’erano più

Poi sono arrivati

Gli zingari nuovi

Quelli che si dice che spacciano

Non lo so se è vero

Però adesso ci sono le siringhe

E passano tossici che vanno verso il campo

 

Il bar ha cambiato gestione

Quello dei cinesi invece è

È sempre dei cinesi

E dentro

Ci sono sempre quelli

Che o stanno lì

O a Regina Coeli

Quelli che fanno

Sei mesi al bar

E sei mesi dentro

 

I giardinetti quadrati

Quelli che stanno nel piazzale

Li hanno fatti nuovi

Sono curati

Il muretto intorno non è più rotto

Non c’è più la terra

E ci sono i giochi nuovi per i bambini

E per terra

C’è una specie di moquette

Ci sono le aiuole

E la fontanella nuova

Però a quella vecchia

L’acqua era più fresca

E non c’è più la pista

Col campetto di cemento

Quello che sopra

Una notte di festa

Con le vernici

Avevamo scritto

Campioni d’italia

E fatto lo scudetto sopra

E non ci sono più nemmeno

Tutte quelle altre scritte di quei giorni

Tranne qualcuna sbiadita

Però

Noi ci siamo ancora

E siamo ancora gli stessi

E quel posto lì

È nostro da trenta anni

Anche se adesso

Vicino abbiamo ospiti

Che hanno la metà dei nostri anni

come eravamoultima modifica: 2008-10-06T23:06:25+00:00da desa78.asr
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5 pensieri su “come eravamo

  1. in questi giorni ti sento triste
    forse è il cambiamento che stai per affrontare che ti rende un po’ malinconico
    spero che torni presto il sorriso sul viso del poeta

    mi ha colpito molto questa “come eravamo”
    io che da piccola giocavo scalza nei campi e nei cortili non riesco a immaginare quel mondo che descrivi
    non deve essere stato facile sopravvivere ma tu ce l’hai fatta

    un abbraccio poeta e a presto

  2. ciao pluto,
    hai proprio ragione, certi posti (inteso non solo in senso fisico) sembra che non esistano più, che stiano scomparendo. Forse quelle strade dove giocavamo a pallone, che ogni due minuti finiva sotto una macchina ma non era fuori, si continuava a giocare!, sono state sostituite da playstation e cyberspazi. Che vuoi farci, è il nuovo che avanza e che ci fa capire che stiamo crescendo. altrimenti a me verrebbe ancora di prenderlo, quel pallone, e passare a citofonare agli amici: “che fai, scendi per una partita?”
    Ciao, e fammi sapere come ti trovi fuori dal btg.

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